58. Novembre 2021

16. Novembre 2021 IN HOC SIGNO 0

Cari amici,

il 9 ottobre di quest’anno Alleanza Cattolica in Ferrara ha svolto un «ritiro mariano» nella chiesa di Santa Chiara con l’assistenza del parroco don Davide Benini.

Vi proponiamo in questo numero di IN HOC SIGNO il testo dell’intervento conclusivo del prof. Leonardo Gallotta.

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prof. Leonardo Gallotta

Maria Vergine
nella storia di Alleanza Cattolica

Due giorni or sono, il 7 ottobre, si è ricordata la vittoria di Lepanto  con la ricorrenza della Festa della Beata Vergine del Rosario. In Alleanza Cattolica la vittoria di Lepanto è stata sempre ricordata – e fin dagli inizi – con grande ammirazione, in quanto vittoria cristiana contro le minacce dell’Impero Ottomano. Ricapitoliamo dunque un po’.

La coalizione cristiana era stata fortemente promossa da Papa San Pio V per soccorrere materialmente la città veneziana di Famagosta sull’isola di Cipro, assediata dai Turchi e strenuamente difesa dalla guarnigione locale comandata da Marcantonio Bragadin e Astorre Baglioni. L’isola che era già stata possedimento bizantino, faceva parte del dominio di Venezia dal 1480 e per essa veniva pagato ai Turchi un tributo annuo di 8.000 ducati. Il Sultano si sentiva pertanto legittimato a rivendicare il controllo dell’isola. Il contesto era quello di una lotta per il controllo del Mediterraneo. Infatti il crescente espansionismo ottomano preoccupava sempre più i governi dell’Occidente mediterraneo. San Pio V ritenne allora che il momento fosse propizio per coalizzare in una Lega Santa le nazioni cristiane, alimentando lo spirito di crociata per creare coesione intorno all’iniziativa. Ai primi di settembre la flotta della Lega era riunita nel porto di Messina. La metà delle navi proveniva dalla Repubblica di Venezia e l’altra metà dalle galee dell’Impero spagnolo (con il regno di Napoli e il Regno di Sicilia), dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana, del Ducato di Urbino, della Repubblica di Lucca, del Ducato di Ferrara e di quello di Mantova. Lo scontro più importante avvenne in Grecia a Lepanto (Naupatto per i Greci) con una schiacciante vittoria delle forze cristiane guidate da don Giovanni d’Austria su quelle ottomane di Alì Pascià. Prima della partenza della Lega Santa per gli scenari di guerra, San Pio V  aveva benedetto lo stendardo cremisi raffigurante il Crocifisso posto fra gli apostoli Pietro e Paolo e sormontato dal motto costantiniano IN HOC SIGNO VINCES. Don Giovanni d’Austria distribuì ad ogni uomo del suo esercito una corona del Rosario e alla vigilia della battaglia diede egli stesso l’esempio: comandò ai suoi uomini di impugnare la spada spirituale del Rosario e di recitarlo; e così essi fecero. Il mattino della battaglia, celebrata la santa Messa su ciascuna imbarcazione, don Giovanni innalzò sull’ammiraglia Real lo stendardo della Croce e si rivolse ai suoi uomini con queste parole: “Siete venuti a combattere la battaglia della Croce: per vincere o morire. Ma nella morte come nella vittoria, fate oggi il vostro dovere e vi assicurerete una gloriosa immortalità”. Intanto San Pio V radunava un esercito spirituale di guerrieri oranti a Roma e in tutta Italia decretando che si svolgessero pubbliche devozioni in onore della Madonna e del suo Rosario. Alla vigilia di quella battaglia decisiva, la sera del 6 ottobre 1571, san Pio V condusse personalmente il Rosario presso il convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva. Con le lacrime agli occhi e una corona del Rosario in mano, egli affidò la causa cristiana nelle mani della Regina del Cielo. E fu vittoria, attribuita proprio a Lei. Un anno dopo San Pio V istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, trasformata poi da Gregorio XIII in ‘Madonna del Rosario’. Da Lepanto in poi il titolo di Auxilium Christianorum fu aggiunto alle Litanie lauretane.

In Alleanza Cattolica, dunque, fin dagli inizi, il Rosario fu associato alla vittoria della Cristianità, proprio come si chiamava e si chiama la nostra rivista. Ed anche lo strumento materiale non era sentito dai militanti come un semplice conta-preghiere, ma come un’ efficacissima arma spirituale nell’ambito sociale  ed  anche politico: Maria, vero Auxilium Christianorum , vero aiuto dei Cristiani e della Cristianità. Nell’irenistico clima del Vaticano II,  Papa Paolo VI restituì ai Turchi lo stendardo che Mehemet Alì Pascià aveva issato sulla sua ammiraglia, la Sultana, nella battaglia di Lepanto. Si trattava di un drappo di seta verde con il nome di Allah ricamato per 2.900 volte.  Portato dapprima a Venezia, ne fu poi fatto dono a San Pio V.  A fronte della restituzione, si può immaginare come di stucco rimasero allora i militanti di Alleanza Cattolica.

Un’altra grande festa tenuta in grande considerazione da Alleanza Cattolica, legata ad un’altra vittoria della Cristianità, è quella del Nome di Maria. La sua promozione in tutta la Chiesa è dovuta a Papa Innocenzo XI Odescalchi per commemorare la Messa che a Vienna, il 12 settembre 1683, aveva suggellato l’alleanza fra l’imperatore Leopoldo I d’Austria e il re di Polonia Giovanni III Sobieski. Prima di giungere a Vienna Giovanni Sobieski si era recato con tutto l’esercito al Santuario di Czestochowa per rendere omaggio a Maria e affidarsi a lei chiedendo aiuto e protezione. Proprio quel 12 settembre i due sovrani avevano dato il via alla controffensiva che, soprattutto grazie all’apporto del Sobieski, portò alla liberazione di Vienna dall’assedio dei Turchi.

La messa era stata celebrata da Padre Marco D’Aviano che in quell’occasione tenne uno dei suoi più fervidi sermoni per incitare comandanti  e milizie cristiane a dare il meglio di sé fino alla vittoria. Lepanto e Vienna: due battaglie e due vittorie della Cristianità conformi allo spirito cavalleresco di Alleanza Cattolica.

Torniamo però al nostro tema prendendo in esame alcune pubblicazioni edite  o promosse in lettura da Alleanza Cattolica. Una di queste è sicuramente Il segreto ammirabile del Santo Rosario di san Luigi Maria Grignion de Montfort, fondatore della Compagnia di Maria. Ecco alcune parole decisamente mariane del santo: “Non credo che una persona possa acquistare un’unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo senza una grandissima unione con la Santissima Vergine”. Il 5 luglio del 1700 nel giorno di Pentecoste fu ordinato sacerdote. Alcuni testimoni raccontarono che rimase per un giorno intero in adorazione come un angelo sull’altare. Anima orante sì, ma anche uomo d’azione e la sua opera evangelizzatrice da subito si distinse per la difesa della dottrina cattolica dal razionalismo, dal protestantesimo, dal gallicanesimo e dal diffuso giansenismo. Nel 1706 Clemente XI gli conferì il titolo di Missionario Apostolico e, tornato in Francia, si dedicò alla missione tra le popolazioni rurali della Bretagna e della Vandea. Non è un caso che furono proprio queste le regioni che attuarono la maggiore resistenza contro le forze repubblicane durante la Rivoluzione Francese. Conobbe sofferenza e persecuzioni dentro e fuori la Chiesa, per l’ostilità di alcuni Vescovi e di molti sacerdoti che, nutriti di giansenismo, evidentemente non amavano le sue iniziative volte a dar vita alla pietà popolare tra cui, in primis, la promozione del santo Rosario. Destino di sue due opere: Sia il Segreto  sia l’altro grande testo costituito dal Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, entrambi redatti ai primi del Settecento rimasero nascosti in un cofano, sotterrato per paura dei rivoluzionari francesi e ritrovato nel 1842.  Furono pubblicati per la prima volta agli inizi del ‘900, circa due secoli dopo. Una curiosità: San Luigi Maria suggerì altri misteri da meditare, tra cui Battesimo di Gesù, Trasfigurazione e istituzione dell’Eucarestia. Come si fa a non pensare ai misteri luminosi istituiti da San Giovanni Paolo II?

Un altro libretto edito da Cristianità che volle gettare un ponte mariano oltre l’Atlantico fu quello di Giulio Dante Guerra, intitolato La Madonna di Guadalupe. Un caso di “inculturazione” miracolosa. Glia avvenimenti di questa apparizione avvennero tra il 9 e il 12 dicembre 1531 e il protagonista fu uno dei primi aztechi convertiti. Maria apparve per ben tre volte a Juan Diego Cuau tlato atzin su una collina a Nord di Città del Messico. Egli andò dal Vescovo che non gli credette chiedendogli un segno che provasse la veridicità del suo racconto. Il 12 dicembre per la quarta volta fu invitato a salire sul colle a cogliere fiori (era dicembre!)  e nel punto indicato trovò dei bellissimi fiori di Castiglia che raccolse nel suo mantello detto tilma. Li portò al vescovo Juan de Zumarraga e quando aprì il mantello, all’istante sulla tilma rimase impressa e si rese manifesta alla vista di tutti i presenti l’immagine della Madonna, che appariva con volto meticcio e che poi fu detta Virgen morenita. La tilma, fatta con fibre di agave, ha resistito prodigiosamente per circa 500 anni e misteriosa rimane la tecnica per la realizzazione dell’immagine. Un altro prodigio è costituito dalle pupille di Maria. In entrambe, grazie a foto fortemente ingrandite, si vede riflessa la testa di Juan Diego.  Una domanda: E’ stato solo un caso che il protagonista dell’apparizione mariana sia stato non uno spagnolo, non un religioso, non un sacerdote, ma un semplice indigeno azteco da poco convertito? E infine due curiosità: nel 1571 l’ammiraglio genovese Gianandrea Doria possedeva una copia della tilma, dono del re Filippo di Spagna che portò con sé sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Infine, negli anni Venti del XX secolo, i Cristeros portavano in battaglia, sulle proprie bandiere l’immagine della Virgen morenita. Il santuario di Guadalupe è il luogo di pellegrinaggio mariano che raduna ogni anno 20 milioni di persone.

A questo punto occorre dire che il maggiore sforzo compiuto da Alleanza Cattolica per diffondere la devozione mariana è relativo a Fatima. Dalle edizioni di Cristianità fu infatti stampato e diffuso, a partire dai primi anni Ottanta il volumetto di un autore brasiliano, Augusto Borelli Machado sulle Apparizioni di Fatima. Si pensi che di tale volumetto furono stampate e diffuse oltre 10.000 copie in occasione di conferenze tenute su tutto il territorio nazionale, a volte pure osteggiate dal clero per la valenza anche politica dei messaggi che oltre alla guerra da cui il Portogallo sarebbe stato risparmiato, parlavano esplicitamente del comunismo. Disse infatti la Madonna che la Russia avrebbe diffuso gli errori del comunismo in tutto il mondo con le nefaste conseguenze (vedi persecuzioni) della religione cristiana ovunque fosse andato al potere. E questa fu la disgrazia, accompagnata dalla crisi interna della Chiesa e della società cristiana, confermata dallo svelamento anche del terzo segreto. Ma poi, ecco il messaggio di speranza: ‘Alla fine (cioè dopo tutte le tribolazioni) il mio Cuore Immacolato trionferà’.  Una domanda: se il comunismo sovietico è imploso un merito piccolissimo può essere attribuito alla campagna di diffusione del Messaggio di Fatima organizzato da Alleanza Cattolica parallelamente alla brasiliana TFP (Tradizione, Famiglia e Proprietà) assieme alle sue consorelle sudamericane? Certo non c’è nessuna evidenza di causa- effetto, ma un piccolo contributo è stato dato e il Cielo, con ogni evidenza, ha risposto. E oggi, in un mondo laicista ed anticristiano, con un Islam sempre più minaccioso come ai tempi di Lepanto? E’ stato detto, e io credo che sia così, che le apparizioni di Medjugorje sono la continuazione di Fatima. Certo queste apparizioni non sono state ancora approvate dalla Chiesa. La Commissione istituita da papa Francesco pare essere propensa a ritenere certe le prime sette. Gli altri messaggi sarebbero troppo ripetitivi. Invitano sempre alla preghiera, al digiuno e alla penitenza. Ebbene il fondatore di Alleanza Cattolica Giovanni Cantoni a chi faceva queste critiche rispondeva che gli inviti della Madonna erano ripetitivi semplicemente perché molti esponenti del clero non li facevano più proponendo un cristianesimo molto orizzontale. L’insistenza della Madonna era ed è tesa, evidentemente, a dare alla Fede un maggior senso di verticalità. Una cosa è certa: ovunque si invochi il nome di Maria, si ottengono protezione, grazie ed aiuti per i singoli, per le comunità, per le società e talora… anche miracoli. Basterebbe pensare ai cuori d’argento PER GRAZIA RICEVUTA che si trovano presso gli altari mariani di tutte le chiese del mondo. A fronte di tutte le brutture morali e sociali di cui siamo testimoni, a fronte di tutti i nemici esterni ed interni che attaccano Cristo e la sua Chiesa, non dobbiamo scoraggiarci. PreghiamoLa e invochiamoLa. Maria non ci deluderà!

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Ad maiorem Dei gloriam et socialem

Alleanza Cattolica in Ferrara


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