n. 102 — luglio 2025
Cari amici,
Alleanza Cattolica in Ferrara organizza la Iniziativa San Maurelio che si tiene ogni lunedì sera nella propria sede. A conclusione del secondo anno la dott. Chiara Mantovani ha tenuto ieri 14 luglio 2025 una conversazione sul tema «I primi due mesi di papa Leone XIV». Il video dell’intervento completo (di circa 40 minuti) è visibile sul nostro canale YouTube all’indirizzo https://youtu.be/yI28FuIsoaU.
Con questo numero di IN HOC SIGNO vi proponiamo la trascrizione di una parte di questa relazione, quella riguardante il discorso che il Papa ha rivolto ai parlamentari italiani il 21 giugno scorso in occasione del Giubileo dei governanti.
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I primi due mesi di papa Leone XIV
Il discorso al Giubileo dei governanti
Chiara Mantovani, 14 luglio 2025
Papa Leone XIV inizia il suo discorso ai parlamentari italiani in occasione del Giubileo dei governanti con la citazione di una definizione di Pio XI: «La politica è la forma più alta di carità». Normalmente questa frase è riferita a san Paolo VI, che l’ha ripresa, ma l’originale è di papa Pio XI, contenuta nel discorso alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana, la FUCI.
Rivolgendosi ai governanti, dice loro che cosa dunque debbano fare, visto che il loro compito è occuparsi di mettere in pratica la “forma più alta di carità”: tre cose essenzialmente, che svolge in tre brevi riflessioni.
«La prima riguarda il compito, a voi affidato, di promuovere e tutelare, al di là di qualsiasi interesse particolare, il bene della comunità, il bene comune». Non si ferma alla solita espressione “bene comune”, ma la specifica precisando che il bene comune è il bene della comunità, «specialmente in difesa dei più deboli ed emarginati» e cita la enciclica Rerum novarum di Leone XIII.
La seconda riflessione, evidentemente ritenuta la seconda cosa più importante da dire a chi governa, visto che la prima è il bene comune, riguarda sorprendentemente la libertà religiosa e il dialogo interreligioso, nonostante tutti i problemi che ci sono nel mondo: la guerra e la pace, la situazione internazionale, eccetera. «Anche in questo campo, oggi sempre più di attualità, l’azione politica può fare tanto, promuovendo le condizioni affinché vi sia effettiva libertà religiosa e possa svilupparsi un rispettoso e costruttivo incontro tra le diverse comunità religiose» e aggiunge una cosa meravigliosa: «Credere in Dio, con i valori positivi che ne derivano, è nella vita dei singoli e delle comunità una fonte immensa di bene e di verità. Sant’Agostino, in proposito, parlava di passaggio dell’uomo dall’amor sui – l’amore egoistico per se stesso, chiuso e distruttivo – all’amor Dei – l’amore gratuito, che ha la sua radice in Dio e che porta al dono di sé –, come elemento fondamentale nella costruzione della civitas Dei, cioè di una società in cui la legge fondamentale è la carità».
Ecco perché dico che non è solo un citarlo, sant’Agostino, ma è un averlo masticato, un averlo assimilato in profondità. La civitas Dei non è la vita nell’altro mondo: è una società in cui la legge fondamentale è la carità. Possiamo riuscire a realizzarla compiutamente? No, perché abbiamo il peccato originale, ma è quello a cui possiamo tendere.
Allora, dice, come possiamo trovare un punto che vada bene a tutti? E qui – capolavoro! – fa nientemeno che riferimento alla legge naturale, non scritta da mano d’uomo. Quale papa citerà a questo punto? No, cita invece Cicerone, personaggio vissuto ben prima di Cristo. L’aveva capito Cicerone, che c’è una legge naturale, e scriveva nel De re publica: «A questa legge non è lecito fare alcuna modifica né sottrarre qualche parte, né è possibile abolirla del tutto, né per mezzo del senato o del popolo possiamo affrancarci da essa né occorre cercarne il chiosatore o l’interprete. E non vi sarà una legge a Roma, una ad Atene, una ora, una in seguito; ma una sola legge eterna e immutabile governerà tutti i popoli in tutti i tempi».
Con la terza riflessione papa Leone rompe di nuovo gli schemi, perché dopo il bene comune – compimento del bene di tutta la comunità – e dopo la libertà religiosa – cioè l’importanza della religione nella vita civile – parla ai governanti dell’intelligenza artificiale.
«Il grado di civiltà raggiunto nel nostro mondo, e gli obiettivi a cui siete chiamati a dare riscontro, trovano oggi una grande sfida nell’Intelligenza artificiale. Si tratta di uno sviluppo che certamente sarà di valido aiuto alla società, nella misura in cui, però, il suo utilizzo non porti a intaccare l’identità e la dignità della persona e le sue libertà fondamentali. In particolare, non bisogna dimenticare che l’intelligenza artificiale ha la sua funzione nell’essere uno strumento per il bene dell’essere umano, non per sminuirlo né per definirne la sconfitta. Quella che si delinea, dunque, è una sfida notevole, che richiede molta attenzione e uno sguardo lungimirante verso il futuro, per progettare, pur nel contesto di scenari nuovi, stili di vita sani, giusti e sicuri, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni».
Per concludere Leone XIV ha ricordato di quando «San Giovanni Paolo II, in occasione del Giubileo del 2000, ha additato ai politici, come testimone a cui guardare e intercessore sotto la cui protezione porre il loro impegno, san Tommaso Moro», che per essere un governante fedele ci rimise la testa. «Possa il suo esempio essere anche per ciascuno di voi fonte di ispirazione e di progettualità».
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Ricordiamo che gli incontri della INIZIATIVA SAN MAURELIO si svolgono a Ferrara nella sede di Alleanza Cattolica in via Boiardo 14 ogni lunedì non festivo dalle ore 21 alle 22,30 con la recita di una corona del santo Rosario seguita da una delle attività previste nel programma consultabile sul nostro sito alla pagina https://www.scuoladieducazionecivile.org/iniziativa-san-maurelio/.
Concluso il secondo Anno il 14 luglio 2025, gli incontri riprenderanno dopo la pausa estiva, il 15 settembre. Tutti gli amici che si trovano in zona sono invitati!
Ad maiorem Dei gloriam et socialem
Alleanza Cattolica in Ferrara