n. 6 – luglio 2017

20. Luglio 2017 IN HOC SIGNO 0

Cari amici,
in oltre vent’anni di attività ininterrotta la Scuola di Educazione Civile di Alleanza Cattolica in Ferrara ha trattato moltissimi temi riguardanti la Dottrina Sociale della Chiesa. Tra questi non è mancato l’importante tema del lavoro umano.
Su questo argomento recentemente abbiamo avuto la possibilità di ascoltare due lezioni dell’avvocato modenese Paride Casini, responsabile della Regione Emiliana di Alleanza Cattolica: «Il lavoro, crocevia delle relazioni costituitve dell’uomo» e «Il lavoro come paradigma antropologico della attività economica e della vita sociale e politica».
In questo numero della nostra rubrica mensile «IN HOC SIGNO» proponiamo alla vostra attenzione la serie di citazioni che hanno accompagnato la prima di queste lezioni. Ve le forniamo come spunto di riflessione.
Come sempre di entrambe le lezioni è disponibile l’audio in formato .mp3 dietro semplice richiesta.


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«Il lavoro, crocevia delle relazioni costituitve dell’uomo»

 

    • Le molte crisi che scuotono il mondo moderno – dello Stato, della famiglia, dell’economia, della cultura, ecc. – costituiscono soltanto molteplici aspetti di un’unica crisi fondamentale, che ha come specifico campo d’azione l’uomo stesso. In altri termini, queste crisi hanno la loro radice nei problemi più profondi dell’anima, e da qui si estendono a tutti gli aspetti della personalità dell’uomo contemporaneo e a tutte le sue attività. [Plinio Correa De Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, SugarCo Ed., 2009, p. 41].
    • La filosofia dialettica dissolve tutte le nozioni di verità assoluta, di condizioni umane che vi corrispondono. Non c’è niente di definitivo, d’assoluto, di sacro davanti ad essa. Essa mostra la caducità di tutte le cose. E niente esiste per essa se non il processo ininterrotto del divenire e del transitorio. [Friedrich Engels, Ludwig Feuerbach e il punto di approdo della filosofia classica tedesca, trad. it., Napoli, Ed. La città del sole, 2009].
    • Conosco la mia sorte. Un giorno sarà legato al mio nome qualcosa di enorme – una crisi quale mai si era vista sulla terra – la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono venuto a contraddire, come mai si è contraddetto. [Friedrich Wilhelm Nietzsche, Ecce Homo, Adelphi, 1991, p. 127].
    • Ogni problema politico rimanda ad un problema morale, ogni problema morale ad un problema religioso. [Juan Donoso Cortés, Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo, Rusconi Editore, 1972].
    • Luigi Einaudi sosteneva che la soluzione a un problema economico non è di natura economica. Come ha detto il nostro grande papa Benedetto XVI, non solo la soluzione di un problema economico, ma neppure l’origine di un problema economico è di natura economica. Il difetto dei politici-economicisti che hanno responsabilità di governo sta nel confondere fini e mezzi. L’economia e la finanza sono mezzi, solo mezzi. Per avere successo nella loro applicazione hanno bisogno di fini. Di veri fini. Se non c’è un fine, il mezzo a cosa è indirizzato? A che serve? Se è l’uomo il fine, la persona, a che servono i mezzi? Ma cosa è l’uomo? Un animale intelligente da soddisfare, come è stato fatto finora (con il modello di crescita consumistica forzata), solo corporalmente e materialmente? O è creatura, figlio di Dio, che ha la necessità di avere tre nutrizioni: certo quella corporale, ma anche quella intellettuale e poi quella spirituale. Il dibattito in seno all’economia oggi è assolutamente sterile, non solo un po’ … Dobbiamo tornare alle basi, non solo dell’economia, abbiamo bisogno di buoni preti che tornino ad insegnare il senso della vita e delle azioni umane. Così si risolveranno le crisi varie… [Ettore Gotti Tedeschi, Altro che economisti, contro la crisi servono buoni preti, intervista a cura di Giuseppe Sabella, ilsussidiario.net, 22.1.2013].
    • La Chiesa trova già nelle prime pagine del Libro della Genesi la fonte della sua convinzione che il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell’esistenza umana sulla terra. L’analisi di tali testi ci rende consapevoli del fatto che in essi – a volte con un modo arcaico di manifestare il pensiero – sono state espresse le verità fondamentali intorno all’uomo, già nel contesto del mistero della Creazione. Sono queste le verità che decidono dell’uomo sin dall’inizio e che, al tempo stesso, tracciano le grandi linee della sua esistenza sulla terra, sia nello stato della giustizia originaria, sia anche dopo la rottura, determinata dal peccato, dell’originaria alleanza del Creatore con il creato, nell’uomo. Quando questi, fatto «a immagine di Dio … maschio e femmina», sente le parole: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela», anche se queste parole non si riferiscono direttamente ed esplicitamente al lavoro, indirettamente già glielo indicano al di là di ogni dubbio come un’attività da svolgere nel mondo. Anzi, esse ne dimostrano la stessa essenza più profonda. L’uomo è immagine di Dio, tra l’altro, per il mandato ricevuto dal suo Creatore di soggiogare, di dominare la terra. Nell’adempimento di tale mandato, l’uomo, ogni essere umano, riflette l’azione stessa del Creatore dell’universo [Giovanni Paolo II, Enc. Laborem exercens, 14.9.1981, n. 4].
    • Il lavoro appartiene alla condizione originaria dell’uomo e precede la sua caduta: non è perciò né punizione né maledizione. [Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, § 256].
    • Il lavoro è un diritto fondamentale ed è un bene per l’uomo: un bene utile, degno di lui perché adattato ad esprimere e ad accrescere la dignità umana. […] Il lavoro è necessario per formare e mantenere una famiglia, per avere diritto alla proprietà, per contribuire al bene comune della famiglia umana. [Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, § 287].
    • Vertice dell’insegnamento sul lavoro è il comandamento del riposo sabbatico. All’uomo, legato alla necessità del lavoro, il riposo apre la prospettiva di una libertà più piena, quella del Sabato Eterno (cfr. Eb 4,9-10). Il riposo consente agli uomini di ricordare e di rivivere le opere di Dio, dalla Creazione e alla Redenzione, di riconoscersi essi stessi come opera Sua (cfr. Ef 2,10), di rendere grazie della propria vita e della propria sussistenza a Lui che ne è l’autore. La memoria e l’esperienza del sabato costituiscono un baluardo contro l’asservimento al lavoro, volontario o imposto, e contro ogni forma di sfruttamento, larvata o palese. [Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, § 258].

Ad maiorem Dei gloriam et socialem

Alleanza Cattolica in Ferrara


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