n. 8 – settembre 2017

20. Settembre 2017 IN HOC SIGNO 0

Cari amici,
in questo mese di settembre 2017 ha concluso il suo viaggio terreno il Cardinale Carlo Caffarra, dal 1995 al 2003 Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, che fu sempre amico della nostra associazione e attento al nostro lavoro.
Nel 1996 ha inaugurato la nostra Scuola di Educazione Civile con una memorabile
lectio magistralis sui tre ambiti della Dottrina Sociale della Chiesa (quello puramente dottrinale, quello di elaborazione delle strategie derivanti da questi principi ed infine un terzo ambito, di pertinenza del laicato, di applicazione pratica nella politica e nell’agire sociale).
Di questo dono che il compianto Cardinale ha fatto ad Alleanza Cattolica in Ferrara vi offriamo oggi un piccolo assaggio, tratto dall’ultima parte della sua lezione e riguardante quello che lui stesso ha definito un autentico cancro: l’utilitarismo.
L’intera lezione è consultabile sia sul sito della Scuola di Educazione Civile www.scuoladieducazionecivile.org che su www.caffarra.it. Il testo, non rivisto dall’autore, è tratto dalla registrazione audio della lezione e conserva la freschezza del parlato.


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L’utilitarismo


Card. Carlo Caffarra alla Scuola di Educazione Civile, 14 ottobre 1996


«[…] Io sono sempre più convinto che il tumore, proprio il cancro, il cancro delle nostre società ha un nome e questo nome è l’utilitarismo. È questo cancro che ci distrugge, e ci fa morire, proprio senza scampo.
«Che cosa intendo per utilitarismo? Intendo quella dottrina che si basa sull’affermazione che i soggetti umani sono governati esclusivamente, nel loro agire, dalla logica egoista del calcolo dei piaceri e dei dolori, dal loro solo interesse e dalle loro preferenze. Ma l’utilitarismo non solo dice questo, dice anche che è bene che sia così, perché non esiste nessun altro fondamento possibile alle norme morali, e quindi anche alle leggi civili, se non la legge della felicità degli individui e della collettività degli individui.
«Ci siamo arrivati attraverso un cammino piuttosto lungo, che inizia addirittura secondo me già col XIV secolo – quindi andiamo indietro, no? – quando si è passati da un utilitarismo ancora diffuso, ecco, ad un utilitarismo che poi diventa dominante, soprattutto con l’apparizione delle teorie dell’economia di mercato, e che poi infine, in questo secolo, soprattutto a partire dagli anni sessanta, è diventato generalizzato. Diffuso, dominante, generalizzato. E noi ci troviamo ormai a questo.
[…]
«Faccio un esempio e finisco. Tutti ricordiamo, perché fu uno dei momenti più drammatici della storia della nostra Europa, la vicenda di Tommaso Moro. Voi sapete che ci fu un momento in cui Tommaso Moro fu completamente solo. Anzi per la precisione erano in due a sostenere ciò che lui sosteneva, vale a dire che sua maestà britannica non aveva autorità sulla Chiesa Cattolica e non poteva sostituirsi al Papa. Perché sapete che la vera questione non era la questione del matrimonio di Enrico VIII: il problema era se il capo dello Stato poteva attribuirsi l’autorità suprema sulla religione di un popolo. Erano solo in due a sostenere di no. Tommaso Moro, un laico, e l’arcivescovo di Rochester, John Fisher. Perché gli altri che la pensavano come loro, una decina di certosini, erano già stati ammazzati. Tutti gli arcivescovi e vescovi del regno avevano sottoscritto il famoso Atto di supremazia, in cui praticamente si diceva che il re d’Inghilterra non riconosceva sopra di sé nessuna autorità nel campo religioso in Inghilterra. Tutti: tutti i religiosi, tutte le facoltà di teologia. Tutti. Al punto tale che a un certo momento la moglie di Tommaso Moro, quando lo va a trovare in prigione, gli dice: “Ma possibile che sei solo tu? Allora tutti gli arcivescovi e i vescovi del regno sbagliano?”. La risposta è esemplare: “Non lo so se sbagliano loro, io so che se dicessi il contrario sbaglierei”. Ma alla fin fine, qual era l’argomento fondamentale che usavano? Era il seguente: vogliamo ributtare ancora l’Inghilterra dentro una guerra civile dalla quale siamo appena usciti, che ci ha distrutti? Che cosa è più utile per lo Stato inglese, dare ragione a Enrico VIII o opporsi? Tommaso Moro diceva: “Il problema non è quello di sapere che cosa è più utile, ma di sapere se è giusto quello che stiamo facendo”.
«Nel momento in cui noi riteniamo che ci possa essere un modo di fare il vero bene di un popolo facendo eccezioni al principio della giustizia, ritenendo più efficace un’altra strada, in quel momento noi abbiamo posto le radici della distruzione di quel popolo come tale, e questo lo stiamo vedendo in realtà anche ai nostri giorni. Ora, in fondo, la Dottrina sociale dice: guarda che c’è un bene della persona umana, che non è solo l’utilità. Guarda che c’è una verità sull’uomo, che vale, sempre e comunque, e che deve diventare il criterio di operazione e di intervento nella costruzione della società medesima».

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Ad maiorem Dei gloriam et socialem

Alleanza Cattolica in Ferrara


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