n. 34 – novembre 2019

14. Novembre 2019 IN HOC SIGNO 0

Cari amici,argomento nodale di tutta la sua esposizione, in questo numero di IN HOC SIGNO vi offriamo la sintesi di un passaggio della lezione «Il bene comune» tenuta dal dott. Domenico Airoma, magistrato napoletano e reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica. La lezione, della quale abbiamo già parlato nel numero del mese scorso, si è tenuta a Ferrara il 18 ottobre 2019 nell’ambito del Percorso di formazione culturale e tecnica per amministratori pubblici «Servire la Città» organizzato da «Progetto San Giorgio» con il patrocinio del Comune di Ferrara.


Oggettività del bene comune

Dopo aver definito il bene comune come «complesso delle condizioni che rendono agevole il perseguimento della perfezione da parte di singoli consociati e di formazioni sociali» e dopo aver esposto alcune considerazioni preliminari, il magistrato napoletano si è soffermato su un aspetto fondamentale del bene comune: la sua oggettività.

Visto che i desideri, le aspirazioni, le preferenze di ciascun membro del corpo sociale spesso sono in conflitto con quelle degli altri, è evidente che non possiamo permetterci una concezione di bene comune soggettivistica. Il bene non coincide cioè con l’utile individuale, non coincide con un esclusivo interesse particolare, ma deve avere una connotazione oggettiva, quella del bene che ci accomuna, che ci fa riconoscere tutti come appartenenti alla specie umana, e quindi tutti con la stessa dignità in quanto uomini.

Non possiamo prescindere da questa connotazione oggettiva, e questo ci spiega perché il bene comune non può essere né una sommatoria né una somma algebrica.

Esempio: un’insegnante che in classe ha alcuni studenti attenti e studiosi e altri un po’ somari, se concepisse il bene comune come somma algebrica metterebbe la sufficienza a tutti quanti, ma inquesto modo non realizzerebbe certo il bene comune, bensì il danno comune.

Oppure, un giudice che per non scontentare nessuno desse ragione un po’ a tutti quanti, non perseguirebbe la giustizia, che insegna invece di dare a ciascuno il suo.

Attenzione alle contraffazioni del bene comune, che sono contraffazioni buoniste.

Se dunque sperimentiamo ogni giorno l’impossibilità di accontentare tutti in maniera indiscriminata e buonista, chi o che cosa dobbiamo accontentare? Il bene. Il vero.

Il giudice, come il legislatore e l’amministratore, è imparziale, ma non può essere indifferente alla verità e alla giustizia.

Se noi concepiamo il bene comune come ciò che ci accomuna, come qualcosa di oggettivo e che attiene alla stessa dignità dell’uomo, ne derivano tutte conseguenze positive.

L’oggettività è un bene per l’attività del politico e dell’amministratore, da’ il vero senso alla sua attività ed è ciò che la preserva dalle spinte narcisistiche e individualistiche, non permettendole di fissarsi su interessi o desideri particolaristici.

Questa oggettività vale per l’amministratore come anche per l’amministrato: se mi voglio costruire una casa in mezzo alla piazza, giustamente mi deve venire impedito, in nome di un interesse comune, limite e garanzia contro le pulsioni individualistiche.

È dunque un limite non solo per gli amministratori, ma anche per gli amministrati: riguarda tutti, tutte le componenti del corpo sociale. Tutti devono rispettare questa oggettività del bene comune, seppure giustamente gelosi delle proprie funzioni e prerogative in virtù del principio di sussidiarietà, come scritto anche nella nostra Costituzione.

Quindi limite e garanzia per chi governa ma anche per chi è governato, collante che valorizza il nostro stare insieme, lo specifico del corpo sociale, la sua identità.

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Il percorso “Servire la Città”, dopo la prima lezione del magistrato Domenico Airoma, ha visto un secondo appuntamento, sempre presso la Sala Conferenze dell’Urban Center, venerdì 15 novembre, con la lezione del Direttore generale del Comune di Ferrara, Sandro Mazzatorta, intervenuto sul tema “Politica e gestione: insieme per la creazione di valore pubblico per la comunità”.

La terza lezione si terrà venerdì 13 dicembre alle ore 20 sul tema «Il valore di Ferrara, i valori di Ferrara». Relatore sarà Renato Cirelli.

Chi fosse interessato a iscriversi al corso, che con cadenza mensile si dipana complessivamente in otto incontri, l’ultimo dei quali verso la fine di maggio 2020, potrà recuperare le due lezioni già effettuate richiedendone le registrazioni.

email: progettosangiorgioferrara@gmail.com – tel.: 320 0812981.

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Ad maiorem Dei gloriam et socialem


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